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venerdì 20 ottobre 2017

Potterheads are born, not made! - Potteriani si nasce, non si diventa!

Ok, eccomi qui con un nuovo post. Si, avete capito bene, sedetevi, rilassatevi e, siccome so che siete anche voi dei Potteriani, godetevelo.


Okay, here I am with a new post. Yes, sit back, relax and, as I know you are Potterheads, enjoy it.

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Vedete che avevo ragione?! Siete anche voi ancora in attesa della vostra lettera per Hogwarts, quindi non è il caso di farsi cogliere impreparati.



See, I was right! You too are still waiting for your Hogwarts letter so there's no reason to get caught unprepared.

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Le tue amiche (tra cui una Potteriana doc) visitano Londra per un weekend e fanno una capatina a King's Cross? Ecco cosa ti portano, una splendida penna d'oca.


Your friends go to London for a short weekend? And one of them is a Potter's fan? It'sw important to go to King's Cross! And this is what they bring to you: a gorgeous quill pen.


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Siete anche voi ancora degli amanuensi? Allora perchè non procurarvi la vostra penna-bacchetta? La penna bacchetta di Harry l'ho vinta grazie ad un concorso del mio supermercato di fiducia mentre nel DVD di "Animali Fantastici e dove trovarli" ho trovato la  penna si Newt, ma non temete, entrambe si possono tranquillamente acquistare su vari siti.


Are you an amanuensis? It's time to get a wand pen! I won the Harry's wand pen in a contest of my favorite supermarket and, in the "Fantastic beasts and where to find them" DVD I found the Newt's wand pen. But you can buy it on various sites.


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Tra le mille cose stupende che si trovano in giro, ufficiali e non, io mi sono regalata questa piccola meraviglia disegnata da Nan Lawson. Potete trovare il suo store sul sito Society6.


Among the many amazing things that you can find around, official or not, I bought this little wonder designed by Nan Lawson. You can find her store on Society6.

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Per il ventesimo anniversario dell'uscita del primo libro la nota catena di abbigliamento Primark ha rilasciato una collezione a tema.
Essendo povera come una Weasley, soprattutto perchè ho dovuto ricorrere ad ebay, mi sono potuta permettere solo qualcosa.



For the twentieth anniversary of the release of the first book the notorius Primark clothing chain has released a themed collection. But I, being poor as a Weasley (especially because I had to shop on ebay) was able to buy just few items.

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Un bellissimo astuccio - Make up bag con lo stemma di Hogwarts.

 

Un set di calzini con i colori e lo stemma delle 4 case (io appartengo alla casa dei Grifondoro, l'ha detto il cappello parlante, ve lo garantisco) ma sono così belli che non resisterò ad indossarli tutti.


 


"Giuro solennemente di non avere buone intenzioni" e lo ribadisce anche il mio bel pigiama.


A beautiful pancil case - Make up bag with Hogwarts coat of arms.
A socks set with the colors and coat of arms of the 4 houses (I belong to the Gryffindor's house, said the sorting hat, I guarantee) but they are so beautiful I will not resist wearing them all.
"I solemnly swear that I am up to not good" and my beautiful pajamas also reaffirms that.

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Siete come me? Amate ciclicamente rileggervi i libri e riguardarvi la saga?


La bravissima Callie di From the Page crea delle meravigliose candele capaci di evocare quelle magiche avventure. Visitate il suo store  e fatene incetta.



Are you just like me? Do you love to re-read books and watch the saga cyclically?
The awesome Callie from From the Page creates wonderful candles that can evoke those magical atmospheres. Visit her store and buy them up.

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E non perdetevi le fantastiche candele di Frostbeard studio: purtroppo le ultime prese non sono ancora arrivate e fra di esse non vedo l'ora di annusare Divination Classroom.


Meritano una citazione anche Headmaste's Office e Wizardy Buttery Drink che ho potuto provare in tea light .

 
And do not miss the fantastic Frostbeardstudio candles!  Unfortunately the latest ones I bought have not yet arrived. I can not wait to sniff Divination Classroom.
Also worth mentioning are Headmaste's Office and Wizardy Buttery Drink that I could try in tea light size.

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Quindi? Cosa aspettate? Avete bisogno di un'ulteriore scusa per decidere di mettervi comode  e rileggervi i libri e/o guardare i film? E per rendere un po' più magica la vostra borsa, la vostra scrivania o il vostro armadio?


Then? What are you waiting for? Do you still need a further excuse for sitting back and reading books and/or watching movies? And to make your bag, desk or wardrobe a little more magical?

venerdì 9 settembre 2016

STORIA DEL MAKE-UP Pt. 2

Buongiorno Ladies and Gentlemen,
dopo mesi di latitanza (perdonatemi, ma è un periodo piuttosto frenetico), torno a "ravvivare" la mia piccola rubrica relativa alla storia del del make-up con un post tutto dedicato a... indovinate un po'? Le sopracciglia!

BREVE STORIA DELLE SOPRACCIGLIA



No, non sono impazzita e non sono monomaniaca (oddio, forse un po' sì), ma negli ultimi anni, anche grazie alla nostra amica nonchè MUA di fiducia Paola (se siete curiose, potete visitare la sua pagina facebook) che in proposito è davvero molto attenta, ho imparato a prestare attenzione a questo dettaglio che proprio dettaglio non è. Se è vero che gli occhi sono lo specchio dell'anima, infatti, possiamo dire che le sopracciglia sono la cornice di tale specchio e ne aumentano (o diminuiscono) la profondità.

Curiosando curiosando ho scoperto che non è solo il XXI secolo ad avere una vera e propria ossessione per le sopracciglia, ma già dalle prime decadi del Novecento si prestava grande attenzione alla loro forma, che contribuiva e contribuisce a definire lo sguardo. Non mi resta altro, quindi, che condurvi in questo viaggio nel tempo, sperando che possiate in questo modo trovare un look adatto a voi o semplicemente la voglia di sperimentare su voi stessi gli sguardi che hanno fatto la storia del make-up.


GLI ANNI '20


Del make-up anni '20 vi ho già abbondantemente parlato in questo post, perciò cercherò di essere il più breve possibile. I Roaring Twenties sono gli anni delle star del cinema muto, che dal Vaudaville e dal circo mutuano un certo tipo di estetica e, quindi, di trucco. Per quanto riguarda le sopracciglia, si sente la necessità di ridefinirle e scurirle con la matita e di assottigliarle il più possibile per dare maggiore spazio al make-up occhi.  Esse vengono allungate verso il basso fino alle tempie, per conferire allo sguardo maggior languore e drammaticità: guardate ad esempio la foto qui accanto, che ritrae l'attrice Clara Bow. Sfido chiunque a dire che il suo sguardo sarebbe stato così profondamente drammatico senza le sopracciglia disegnate in questo modo.



GLI ANNI '30


Entriamo ora in una decade, caratterizzata da una profonda crisi (almeno ai suoi esordi), che riscopre il valore del rigore e della simmetria. Le algide bellezze del cinema ormai divenuto sonoro - pensiamo a Greta Garbo o Marlene Dietrich - offrono nuovi canoni estetici. Le sopracciglia, ora asciutte e quasi perfettamente ad arco, vengono talvolta rasate e completamente riprogettate, come nel caso della meravigliosa Mae West, che vedete qui accanto. Si fa molta attenzione a far coincidere l'origine del tratto ascendente del sopracciglio con l'angolo interno dell'occhio mentre la parte terminale non viene più portata verso il basso.

GLI ANNI '40


Hedy Lamarr
I Forties sono gli anni dei nuovi equilibri e delle nuove bellezze. Dive dalla personalità iconica ridefiniscono i canoni estetici e quindi quelli del make-up. 

Ava Gardner in The Killers,
film del 1946
In questo decennio vengono gettate le basi per il make-up "compensativo", che mira a ridefinire e correggere l'ovale del volto e le sue proporzioni (si tratta insomma, delle origini di quello che oggi chiamiamo contouring). Le sopracciglia si fanno più spesse e, in alcuni casi, più spigolose, evidenziando un punto d'altezza che vuole aprire lo sguardo e renderlo più seducente. Non spariscono, però, le sopracciglia tonde, che tuttavia perdono la loro perfetta ma artefatta rotondità per assumere forme più - mi si passi il termine - naturali. Nelle foto vi metto a confronto lo sguardo della mia amatissima Ava Gardner e quello di Hedy Lamarr: stessi anni, forme diverse.


GLI ANNI '50


Chiudiamo il mio breve excursus storico con gli anni '50. E' l'epoca del boom economico e della rinascita post bellica. Insieme alle dive del cinema, a tenere la scena sono anche le dive della moda, fotografate da geni indiscussi come Irving Penn e Richard Avedon. Le sopracciglia abbandonano definitivamente la forma tonda e divengono più squadrate e definite, assumendo definitivamente quell'aspetto ad "ala di gabbiano" che è di recente tornato di moda. 



Sul finire del decennio, a dominare la scena è il look di Audrey Hepurn (che vedete nella prima immagine): le sopracciglia diventano sempre più spesse e piene, generando un trend che si chiuderà solo sul finire degli anni '80.

Vi lascio qui sotto un piccolo ma significativo video che attraverso le immagini vi racconta la storia delle sopracciglia che anche io, in breve, ho cercato di tracciare...



.... e oggi?


Oggi la scena è sicuramente dominata dalle iconiche sopracciglia di Cara Delavigne, ma la sperimentazione è all'ordine del giorno (come nel caso del cosiddetto Ugly-Pretty, un trend che mira ad accostare caratteri normalmente considerati piacevoli a elementi che creino sconcerto - brutti, quindi -, come potete vedere nella foto accanto, dove una giovane e graziosa modella mostra delle sopracciglia folte, spesse e incolte). 

Sicuramente il trend più diffuso resta comunque quello dell'ordine e della pulizia, e, dalla fine degli anni '90, la forma di sopracciglia che più viene ricercata è quella ad ala di gabbiano (forma che anche io adotto, anche per via del mio amore per gli anni '40 e '50).

Lasciatemi quindi chiudere con un suggerimento: non dimenticatevi delle vostre sopracciglia! Dedicate loro quel poco di cura che serve per rendere più bello il vostro sguardo e, se proprio non sapete che pesci pigliare in termini di forme (e di modalità in cui ottenerle), rivolgetevi sempre agli esperti, che, in base alla forma del vostro viso, possono aiutarvi nella scelta del look più adatto a voi.

Con questo passo e chiudo e
arrivederci al prossimo post!

Elena

P.S. Se siete curiosi e volete vedere qualche altra foto d'epoca, andate a dare un'occhiata a questo post.

mercoledì 13 aprile 2016

Flower Power easy look




E' arrivata la bella stagione e con essa è probabile che la primavera ispiri feste a tema Flower Power.



E proprio ad un Flower Power Party io ed Elena abbiamo partecipato due weekend fa. La serata è stata organizzata dalla comunità Blues di Milano di cui facciamo parte,  Blues River Milano.
Qui di seguito vi lasciamo qualche idea per creare un vostro semplice outfit in stile fiorito.

The warm season  has come and with it the spring can inspire Flower Power parties.
And precisely a Flower Power Party me and Elena have attended to more or less two weekends ago. The evening was organized by the Blues community of Milan we are part of: the Blues River Milano.
Here we leave you some ideas to create your simple outfit in a flamboyant style.


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Io ho optato per un look ispirato alla Dea Proserpina e che gli amici hanno ribattezzato anche il look alla  Dia de Muertos o all Frida Kahlo.
Maglia con scollo sulla schiena, Stradivarius (9,90 €); gonna lunga in pizzo, Sisley (89,95€);  corona di fiori Claire's (12,99€)


Farfalle e anelli, bracciale e collane dorate, tutto Accessorize.


I chose a look inspired by the goddess Persephone but my friends have also renamed it the Día de Muertos look or Frida Kahlo look.
Black back neck sweater, Stradivarius (9.90 €); long lace skirt, Sisley (€ 89.95); flower crown Claire's (€ 12.99)
Butterflies rings, bracelets and golden necklaces, everything Accessorize.


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Mentre Ele ha optato per qualcosa di più semplice: Un kimono dalla stampa primaverile con uccelini e fiori di ciliegio, Piazza Italia (19.90€); ed una coroncina con roselline rosa di Bijou Brigitte (9.95€); tutto indossato con un top voile con volant e scollatura sulla schiena, Kiabi (13.00€) e pantaloni a sigaretta neri.


Ele opted for something simple: a spring print kimono with birds and cherry blossoms, Piazza Italia (19.90€) and a crown with little pink roses, Bijou Brigitte (9.95€); all worn with voile back neck black top (Kiabi, 13.00€) and skinny black jeans.

Per il trucco:



entrambe abbiamo fatto nostri i suggerimenti della nostra amata MUA Paola Pilloni e della mitica Queen Lisa (Lisa Eldrige).




For make-up we asked suggestions to our beloved MUA Paola Pilloni and she led us to the mythical Queen Lisa tutorial (Lisa Eldrige).


martedì 26 gennaio 2016

STORIA DEL MAKE-UP

- Una piccola guida -


Un saluto a tutti i nostri lettori.
Torno a scrivere sul blog (finalmente! - o, più probabilmente - oh no! -, direte voi) per dare avvio ad una piccola rubrica dedicata alla storia del make-up dagli anni '20 agli anni '50. L'idea mi è sorta grazie ad una splendida fanciulla nonché "partner in crime" in ambito make-up (Laura di ilmiobeauty.net), che, vista la sua passione, mi ha mostrato la sua curiosità per la storia del make-up e in particolare per lo stile delle pin-up americane. Perché non approfittare dunque dello spazio che gentilmente mi offre Valentina per condividere con voi qualche notizia e qualche suggerimento per aiutarvi a creare look storicamente perfetti?

Premetto che non sono una make-up artist e che le mie conoscenze nel campo sono dovute principalmente ad una grande curiosità, ma voglio rassicurarvi sul fatto che, per quanto concerne gli aspetti più pratici della realizzazione di ogni make-up retrò, chiederò consiglio ad una professionista, la nostra cara amica Paola di The Most Beautiful Make-up is Confidence. Quindi state tranquille, non vi farò andare in giro come dei pagliacci, promesso! ;) Per rassicurarvi sulle mie buone intenzioni, vi mostro quale sarà la traccia di questo e dei futuri post, ossia la storia del make-up di una delle più note e dotate make-up artist di questi anni, Lisa Eldridge.


GLI ANNI '20


Ma andiamo con ordine. In questo primo post, come avrete capito, mi occuperò degli anni '20 ed in particolare di un tipo di make-up che fu davvero molto incisivo per la storia del costume dell'epoca, ossia quello delle flapper girls.

Un espositore d'epoca di Max Factor
I "Roaring twenties" sono gli anni  in cui le prime grandi case di cosmesi, americane (come Maybelline, nata nel 1915, o Max Factor, nata nel 1909) e non (basti pensare a Shiseido, in Giappone), stavano iniziando la loro scalata verso il successo e i loro prodotti erano già arrivati nelle borsette di ogni donna "alla moda".

Il make-up ebbe un ruolo importantissimo, in quegli anni, perché fu fondamentale per aiutare le donne a superare gli orrori della Prima Guerra Mondiale e a trovare una propria nuova dimensione. Non c'è da stupirsi, dunque, se - abbandonati i vecchi pregiudizi che associavano il trucco alla prostituzione - in ogni grande magazzino e in ogni farmacia era possibile acquistare prodotti che andavano dai rossetti*, all'eyeliner**, al mascara (o mascaro, come veniva chiamato all'epoca) che consentivano alle signore di costruire - per la prima volta nella storia del costume - dei "visi artificiali" in cui il make-up creava effetti tridimensionali (come una maggiore profondità dello sguardo) mai visti prima.

I punti focali del make-up di questi anni sono:

- le labbra: stiamo parlando di un'era che era letteralmente ossessionata dalla definizione della forma della bocca. In particolare, le flapper cercavano di enfatizzare il più possibile il cosiddetto "arco di Cupido" e di rendere le labbra sottili andando a ridisegnarne la forma con l'aiuto del rossetto e del fondotinta***. I colori impiegati andavano dai rossi molto intensi o cupi e i prugna dei primi anni '20 ai rossi medi e al color lampone della fine del decennio.
- gli occhi, enfatizzati con l'uso di ombretti scuri e di dosi consistenti di mascara (o delle ciglia finte), che li facevano emergere in maniera prepotente sul pallore quasi spettrale del volto, ottenuto grazie all'impiego di basi in polvere chiarissime o addirittura bianche.
- le sopracciglia, che per la prima volta nella storia vengono definite artificialmente con l'impiego di pinzette e ridisegnate: la forma perfetta era considerata quella sottilissima, arrotondata e allungata fin quasi alle tempie.

Sintetizzando: il make-up delle flapper è drammatico - dramatic, cioè teatrale, marcato, enfatizzato - e basato sulle "linee cadenti".

Come avrete intuito da quanto detto fin qui,  il make-up anni '20 è quanto di più lontano possa esserci dai trend attuali in fatto di trucco (anche se ultimamente è in corso un revival di questo stile - rivisitato, ovviamente) e non è semplice adattarlo alle fisionomie moderne, che sono un po' diverse da quelle delle donne dell'epoca.

Ciò premesso, se siete abbastanza fortunate da avere i tratti adatti, o semplicemente avete voglia di cimentarvi nell'impresa, vi lascio qualche dritta su come realizzare un make-up da vera flapper girl.

DO IT YOURSELF


Partiamo dagli occhi. La vostra migliore amica, in questo caso, sarà una buona matita nera morbida - molto morbida - che consenta la massima sfumabilità. Altro migliore amico sarà il pennello da sfumatura (Paola ci suggerisce il 217 di Mac, ad esempio). Per cominciare, applicate la matita lungo la linea delle ciglia superiori ed inferiori: in questo momento, non è importante la precisione, perchè il colore applicato andrà sfumato - e quando dico sfumato, intendo molto ben sfumato. Anzi, la sfumatura è la chiave di volta di questo tipo di make-up: troppa definizione dei contorni creerebbe il famigerato effetto panda o pugno in un occhio, perciò state bene attente e nel momento in cui sentirete di aver sfumato per bene... continuate a sfumare!


Alla matita andrà sovrapposto l'ombretto: basta anche un solo colore, purché sia freddo (all'epoca si usavano moltissimo i marroni scuri) e, possibilmente, opaco. Cercate di sfumare molto bene l'ombretto verso l'interno dell'occhio e di sfumarlo altrettanto bene verso l'esterno. In particolare, quando sfumate verso l'angolo esterno dell'occhio, cercate di portare il colore verso il basso e non vi preoccupate di possibili sbavature, che si possono sempre sistemare con un buon correttore. 

A questo punto, non vi resta altro da fare che sbizzarrirvi con il mascara e le ciglia finte (se siete capaci di applicarle, io sono una frana).  Siamo al punto dolente, ossia le sopracciglia: nessuno vi chiederà mai di ricreare la forma che si usava negli anni '20 - inconcepibile per i canoni estetici moderni -, ma dovrete fare lo sforzo di definirle al meglio delle vostre possibilità, cercando di farle sembrare il più sottili possibili, e di allungarle fino quasi alle tempie. Se però le più avventurose e spregiudicate volessero attenersi in tutto e per tutto al nostro make-up originale, potreste tranquillamente scegliere di coprire le vostre sopracciglia con i prodotti appositi - come il mastice o paste apposite che trovate in store come Kryolan (qui trovate un kit proprio di Kryolan pensato appositamente per coprire le sopracciglia) - per poi ridisegnarle nella forma desiderata con una matita che abbia lo stesso colore dei vostri capelli.


A questo punto, come già accennato, il vostro scopo principale deve essere quello di creare un incarnato senza imperfezioni e molto pallido: l'ideale è impiegare un fondo di un tono più chiaro di quello della vostra pelle e sfumare (benissimo - si raccomanda Paola -) tutto su collo, petto e zone scoperte. Così facendo gli occhi risalteranno enormemente, insieme alle labbra di cui parleremo fra poco. Una volta steso il fondo, potrete passare al blush - possibilmente nei toni del rosa e del rosso-, che all'epoca veniva steso con movimenti circolari piuttosto che lineari e "verso l'esterno", per creare delle belle guanciotte piene di salute (i famosi pomelli, come li chiamiamo qui in Brianza) e dare al viso una forma più arrotondata.

Per quanto riguarda le labbra, valgono essenzialmente le indicazioni che vi ho dato sopra. Negli anni '20 andava per la maggiore il cosiddetto "Cupid bow": labbra leggermente più piccole del naturale, con l'arco di Cupido enormemente enfatizzato, perciò, nello stendere il rossetto, utilizzate un pennello che possa aiutarvi nel definire in modo molto preciso i contorni. Per fare questo, aiutatevi anche con il fondotinta, con cui potrete coprire quelle piccole porzioni di labbra che non avrete colorato. Qui accanto trovate un immagine con tutte le forme impiegate dalle attrici più famose.

Bene, con questo credo di aver finito, perciò vi lascio un video-tutorial molto interessante (e che probabilmente vi sarà più utile di tutte le mie chiacchiere)!



Spero di aver esaurito ogni vostra curiosità sul make-up di questa meravigliosa epoca storica, ma se avete domande non esitate a commentare e chiedere tutto ciò che volente. Se poi vorrete condividere con noi i vostri risultate makeupposi, ne saremmo davvero molto felici.
A presto,
Elena



*In questi anni fu inventato il primo rossetto moderno, un tubetto metallico con una levetta che permetteva di far uscire il prodotto dal suo contenitore.
** La cui invenzione è legata a filo doppio alla scoperta, avvenuta nel 1922, della tomba di Tutankhamon, che suscitò un grande interesse per il misterioso ed affascinante universo degli Egizi.
*** Esistevano addirittura delle mascherine in metallo che venivano vendute per aiutare le donne a creare la bocca perfetta.